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Token non fungibili (non fungible token, o NFT): una nuova opportunità per il mercato dell’arte.

Un token non fungibile (non fungible token, o NFT) è un tipo speciale di token crittografato che attraverso la tecnologia blockchain può essere tracciato e commercializzato in modo del tutto sicuro.

Un NFT si distingue da una qualunque criptovaluta per la sua unicità, e questo gli permette di accumulare valore in modo indipendente.

In campo artistico, un’opera digitale tokenizzata è equiparata a un oggetto da collezione, seguendone, come quest’ultimo, tutte le dinamiche.

Ciò che cambia, però, è lo strumento richiesto sia per creare e sia per collezionare. In entrambi i casi, infatti, è necessario dotarsi di un wallet (portafoglio digitale), come MetaMask, ZilPay ecc. (a seconda della blockchain utilizzata per la tokenizzazione), per accedere a vari account registrati sui portali come: opensea, mintable, rarible, cargo ecc., e da dove è possibile, appunto, creare, vendere, acquistare o trasferire i token non fungibili.

È da tenere presente, altresì, che la blockchain non attribuisce anche valore artistico ai token creati, pertanto, al collezionista viene raccomandato di documentarsi sull’artista, affidandosi, per esempio, alle note critiche della sua opera, otre a verificare se lo stesso abbia il titolo e i diritti per creare e commercializzare l’NFT, e nel caso di opere derivate, accertarsi che abbia acquisito il consenso dall’autore originario per poter realizzare la versione digitale.

Certo, non è cosa semplice per il collezionista, e allora la domanda nasce spontanea: “Come può essere aiutato nella scelta di opere messe a disposizione dall’immenso mercato della Cripto art ?”. La risposta è scontata. E’ consigliato di rivolgersi, così come accade per il mercato dell’arte tradizionale, agli operatori del settore, in modo particolare alle gallerie d’arte (online e offline), che approfittando di questa nuova opportunità, specializzandosi, saranno in grado di offrire ai propri clienti la migliore esperienza di acquisto.


Per rivendicare la proprietà di un’opera rubata occorre fornire la prova dell’acquisto originario.

Nel 1984, il dipinto di Renoir “Edipo Re”, del valore stimato di un milione di euro, fu oggetto di furto in un’abitazione di una famiglia romana, ritrovato, poi, dopo lunghi anni nel possesso di un architetto veneto, che lo aveva ereditato dalla defunta madre che, a sua volta, lo aveva acquistato in un mercatino dell’antiquariato.

A seguito di ciò, gli eredi dei primi possessori, cioè quelli che avevano denunciato il furto, instaurano un giudizio civile contro l’architetto veneto per ottenere la restituzione del dipinto da questi detenuto in buona fede.

E, così, il Tribunale, prima, e la Corte di Appello, poi, gli danno ragione, ma l’architetto, non accettando la decisione, ricorre in Cassazione.

Gli ermellini, accogliendo un motivo del ricorso, con sentenza n. 2612/2021, cassano la sentenza impugnata, rinviando alla Corte d’appello di Venezia, in diversa composizione, per un nuovo esame della domanda di restituzione proposta dai primi possessori.

Per la Cassazione, la domanda di restituzione di un bene già oggetto di furto, svolta nei confronti del soggetto che si trova nel possesso del bene, introduce un’azione di rivendica non di restituzione. E precisa che c’è differenza tra rivendica e azione di restituzione. L’azione personale di restituzione, come già dice il nome, è destinata a ottenere l’adempimento dell’obbligazione di ritrasferire una cosa che è stata in precedenza volontariamente trasmessa dall’attore al convenuto, in forza di negozi quali la locazione, il comodato, il deposito e così via, che non presuppongono necessariamente nel tradens la qualità di proprietario. Ed essa non può pertanto surrogare l’azione di rivendicazione, con elusione del relativo e rigoroso onere probatorio, quando la condanna al rilascio o alla consegna viene chiesta nei confronti di chi dispone di fatto del bene nell’assenza anche originaria di ogni titolo.

Il caso in esame, invece, è tipico di una domanda di rivendicazione, poiché il suo fondamento risiede non in un rapporto obbligatorio personale inter partes, ma nel diritto di proprietà tutelato erga omnes, del quale occorre quindi che venga data la piena dimostrazione.

La sentenza della Cassazione, chiarisce, inoltre che: “il modo di acquisto della proprietà dei beni mobili previsto dall’art. 1153 cod. civ. richiede, oltre al possesso di buona fede, l’esistenza di un titolo astrattamente idoneo al trasferimento del diritto, requisito, questo, che deve essere provato da chi lo allega a proprio favore, non potendo presumersi in base alla semplice consegna della cosa, che può derivare anche da rapporti non traslativi del diritto di proprietà”.


Locazione commerciale: spetta al giudicante valutare la gravità dell’inadempimento per pronunciare la risoluzione del contratto per morosità del conduttore.

Category : Locazione

Seppur vero che nel contratto di locazione trova applicazione la regola secondo cui il conduttore può adempiere anche dopo la proposizione della domanda di risoluzione, tale comportamento non sana il suo inadempimento precedente, ma può acquisire rilevanza solo ai fini della valutazione della gravità.

Gravità che il giudicante deve valutare, ai fini dell’emissione della richiesta pronuncia costitutiva di risoluzione del contratto per morosità del conduttore, anche alla stregua del comportamento successivo alla proposizione della domanda (Cassazione ordinanza n. 27955/2020).


Il bonifico tra coniugi può costituire una donazione indiretta soggetta alla relativa imposta.

Category : Donazioni

Tutti gli atti di disposizione mediante i quali viene realizzato un arricchimento (del donatario) correlato ad un impoverimento (del donante) anche senza l’adozione della forma solenne del contratto di donazione tipizzato dall’art. 769 c.c., sono accertati e sottoposti ad imposta se sono di valore superiore alle franchigie oggi esistenti, ossia: euro 1.000.000 per coniuge e parenti in linea retta, euro 100.000 per fratelli e sorelle, euro 1.500.000 per persone portatrici di handicap, mentre per i casi in cui la norma vigente non prevede franchigie (ovvero con riguardo a soggetti diversi da coniuge, parenti in linea retta, fratelli e sorelle, persone portatrici di handicap), l’imposta trova applicazione sull’intero importo della liberalità.

È quanto ha chiarito la Cassazione con ordinanza n. 27665/2020, inquadrando un bonifico ordinato da un coniuge in favore dell’altro come donazione indiretta, e pertanto soggetta alla relativa imposta sulle donazioni con l’attuale aliquota dell’8% sulla parte eccedente la franchigia di 1 milione di euro.


Bolletta dell’acqua: dal primo gennaio 2020 la prescrizione passa da cinque a due anni

PARERE LEGALE ESPRESSO PRO BONO IN FAVORE DEGLI UTENTI DEL SERVIZIO IDRICO INTEGRATO GESTITO DAL COMUNE DI SAN GREGORIO MATESE (CE)


Dopo la data del primo gennaio 2020, precisamente nel mese di novembre 2020, il Comune di San Gregorio Matese, quale ente preposto alla gestione del servizio idrico integrato, emette e recapita ai propri utenti, tre distinte fatture afferenti i consumi degli anni 2016, 2017 e 2018. Valutata la regolarità dei documenti fiscali, quali azioni può porre in essere il consumatore?

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Prima di fornire la risposta al quesito si rende necessario puntualizzare quanto segue:

1) Le liste di carico relative al servizio idrico integrato anni d’imposta 2016|2017|2018 sono state approvate dal responsabile del servizio finanziario del Comune di San Gregorio Matese con Determina R.G. n. 213 R.S.A. n. 44 del 26/11/2020;

2) Le fatture relative agli anni d’imposta 2016, 2017 e 2018 sono state emesse tutte in data successiva al primo gennaio 2020, ovvero nel mese di novembre 2020;

3) Le tariffe applicate sono quelle approvate con Delibera di Consiglio Comunale n. 17 del 24.07.2012, confermate per gli anni a seguire;

4) Le fatture devono soddisfare i requisiti trasparenza nel rispetto della Prima Direttiva approvata dall’Autorità dell’Energia;

5) La legge di bilancio 2018 ha previsto:

COMMA 4: Nei contratti di fornitura di energia elettrica e gas, il diritto al corrispettivo si prescrive in due anni, sia nei rapporti tra gli utenti domestici o le microimprese, come definite dalla raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, o i professionisti, come definiti dall’articolo 3, comma 1, lettera c), del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, e il venditore, sia nei rapporti tra il distributore e il venditore, sia in quelli con l’operatore del trasporto e con gli altri soggetti della filiera. Nei contratti di fornitura del servizio idrico, relativi alle categorie di cui al primo periodo, il diritto al corrispettivo si prescrive in due anni. L’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico, ridenominata ai sensi del comma 528, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, definisce le misure in materia di tempistiche di fatturazione tra gli operatori della filiera necessarie all’attuazione di quanto previsto al primo e al secondo periodo. Nei contratti di cui al primo e al secondo periodo, in caso di emissione di fatture a debito nei riguardi dell’utente per conguagli riferiti a periodi maggiori di due anni, qualora l’Autorità garante della concorrenza e del mercato abbia aperto un procedimento per l’accertamento di violazioni del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, relative alle modalità di rilevazione dei consumi, di esecuzione dei conguagli e di fatturazione adottate dall’operatore interessato, l’utente che ha presentato un reclamo riguardante il conguaglio nelle forme previste dall’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico, ridenominata ai sensi del comma 528, ha diritto alla sospensione del pagamento finché non sia stata verificata la legittimità della condotta dell’operatore. Il venditore ha l’obbligo di comunicare all’utente l’avvio del procedimento di cui al periodo precedente e di informarlo dei conseguenti diritti. E’ in ogni caso diritto dell’utente, all’esito della verifica di cui al quarto periodo, ottenere entro tre mesi il rimborso dei pagamenti effettuati a titolo di indebito conguaglio.

COMMA 5: Le disposizioni di cui al comma 4 non si applicano qualora la mancata o erronea rilevazione dei dati di consumo derivi da responsabilità accertata dell’utente (successivamente abrogato).

COMMA 10: Le disposizioni di cui ai commi 4 e 5 si applicano alle fatture la cui scadenza e’ successiva:

a) per il settore elettrico, al 1° marzo 2018;

b) per il settore del gas, al 1° gennaio 2019;

c) per il settore idrico, al 1° gennaio 2020.

6) L’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) con la Delibera n. 97/2018/R/ ha dato applicazione a quanto stabilito dalla Legge di Bilancio del 2018 (L. n. 205/2017) in tema di riduzione da 5 a 2 anni del periodo entro il quale si prescrivono i consumi di energia elettrica, gas e acqua.

7) La deliberazione dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente n.184/2020/R/COM del 26/05/2020, ha integrato e modificato la deliberazione dell’autorità 547/2019/R/IDR in attuazione della disposizione di cui all’art. 1, comma 295, della Legge 27 dicembre 2019 n. 160, in materia di fatturazione di importi riferiti a consumi risalenti a più di due anni.

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Sebbene l’art. 3.4 -allegato B) della Delibera 17/12/2019 n. 547/2019/R/IDR dell’ARERA- concedesse la facoltà al gestore di rinunciare autonomamente all’esercizio del proprio diritto di credito relativamente agli importi riferiti a consumi risalenti a più di due anni, fornendo puntuale informazione all’utente finale, il Comune di San Gregorio Matese, sceglie di emettere, ai sensi dell’art. 3.1 lett. a) allegato B) della Delibera 17/12/2019 n. 547/2019/R/IDR dell’ARERA, fatture contenenti esclusivamente importi per consumi risalenti a più di due anni (2016 e 2017), omettendo, però, di integrare le stesse con il seguente avviso testuale: “La presente fattura contiene importi per consumi risalenti a più di due anni, che possono non essere pagati, in applicazione della Legge di bilancio 2018 (Legge n. 205/17) come modificata dalla Legge di bilancio 2020 (Legge n. 160/19). La invitiamo a comunicare tempestivamente la Sua volontà di eccepire la prescrizione relativamente a tali importi, ad esempio inoltrando il modulo compilato presente in questa pagina ai recapiti di seguito riportati [indicare i recapiti].”; oltre a non inserire un format che l’utente finale avrebbe potuto utilizzare al fine di eccepire la prescrizione [art. 3.2 lett. a) e lett. c)]

Pur essendo pacifico che le fatture emesse dal Comune di San Gregorio Matese nel mese di novembre 2020 per consumi relativi agli anni 2016 e 2017 costituiscono un diritto di credito prescritto, la prescrizione va, però, eccepita dall’utente.

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Per quanto suesposto, l’utente, relativamente alle fatture emesse dal Comune di San Gregorio Matese nel novembre 2020, afferenti il consumo idrico degli anni 2016 e 2017, se vorrà, potrà eccepire la prescrizione con apposita dichiarazione da far pervenire all’ente a mezzo pec, raccomandata A/R o consegna diretta presso l’Ufficio Protocollo.

AVVERTENZA:

Il Comune di San Gregorio Matese, quale gestore del servizio idrico integrato, ricevuta la dichiarazione, potrà rinunciare al diritto di credito contestato, fornendone puntuale informazione all’utente; così come potrà, invece, insistere nella sua richiesta, azionando opportuna procedura legale che costringerà il consumatore a scegliere se pagare, definendo il tutto, o se difendersi nella designata sede, ove il giudice, con la pronuncia della sentenza, metterà la parola fine alla questione sottoposta.

San Gregorio Matese, 29 novembre 2020

avv. Giovanni de Lellis


Maltrattamenti di animali: proprietario punito per aver affidato, in sua assenza, la cura del gatto a un vicino “inadeguato”.

Category : Animali

Partire per le ferie e delegare il compito di accudire i propri animali domestici a un conoscente che, però, si rivelerà inadeguato, costituisce violazione all’art. 727 del codice penale.
La Cassazione, con sentenza n. 32157/2020, richiamando precedenti giurisprudenziali,
ha ritenuto desunta la sussistenza dell’elemento oggettivo del reato previsto e punito dall’art. 727 del codice penale ogni qualvolta le modalità di custodia sono inconciliabili con la condizione propria dell’animale in situazione di benessere.
Ne consegue che, il proprietario di animali domestici deve avere una condotta diligente nella scelta del suo sostituto, non dimenticando che può sempre affidarli a una struttura, pubblica o privata, di custodia e cura.


FOTO PUBBLICATE SU FACEBOOK: RICONOSCIUTO IL DIRITTO D’AUTORE.

Category : Diritto d'Autore

digital watermarkingAll’autore di fotografie ottenute col processo fotografico o con processo analogo, comprese le riproduzioni di opere dell’arte figurativa ed i fotogrammi delle pellicole cinematografiche, escluse quelle ritraenti scritti, documenti, carte di affari, oggetti materiali, disegni tecnici e prodotti simili, è riconosciuto, ai sensi degli artt. 87 e ss. della Legge 633/41, il diritto morale di chiedere la protezione del lavoro prodotto e di rivendicarne la paternità intellettuale in caso di controversia; tale soggetto ha altresì il diritto esclusivo di pubblicare l’opera o di cederla a terzi, ottenendo un compenso se l’utilizzo che ne consegue sottende un fine economico.

La pubblicazione, dunque, di una foto su Facebook in modalità “Pubblica” non costituisce una licenza generalizzata di utilizzo e di sfruttamento dei contenuti coperti da diritti di proprietà intellettuale in favore di qualunque terzo che acceda alla pagina del network e, pertanto, il prelievo e l’utilizzo dei contenuti condivisi tramite modalità “Pubblica” non è permesso senza il preventivo consenso del titolare dei diritti e senza corrispondergli un compenso se richiesto.

A stabilire tale principio è stata la Sentenza nr. 12076/2015 pronunciata dal Tribunale di Roma sezione specializzata dell’impresa e della proprietà intellettuale, con la quale è stata riconosciuta, appunto, una volta accertato il pregiudizio derivante dalla pubblicazione su un quotidiano delle foto prelevate da Facebook senza l’autorizzazione dell’autore e senza l’indicazione del suo nome, la risarcibilità sia del danno patrimoniale sia del danno morale connesso al mancato riconoscimento della paternità delle fotografie.

In sostanza, agli utenti di Facebook è permesso di accedere ai contenuti coperti da diritti di Proprietà Intellettuale ed a condividerli sullo stesso social network ma, non di riprodurre e diffondere altrove tali contenuti senza il consenso del titolare dei diritti.


I BUONI SCONTO NON ASSOGGETTATI ALLA DISCIPLINA PER LE MANIFESTAZIONI A PREMIO.

Buono ScontoLe operazioni consistenti: in un’offerta di premi o regali costituiti da sconti sul prezzo dei prodotti e dei servizi dello stesso genere di quelli acquistati o da sconti su un prodotto o servizio di genere diverso rispetto a quello acquistato (a condizione, però, che gli sconti non siano offerti al fine di promozionare quest’ultimo, o da quantità aggiuntive di prodotti dello stesso genere), ed ancora, al rilascio di buoni sconti, con o senza soglia d’ingresso, da utilizzare su una spesa successiva nel medesimo punto vendita che ha emesso il buono o in un altro punto vendita facente parte della stessa insegna o ditta; non sono assoggettate alla disciplina delle manifestazioni a premio (art. 6, comma 1, lettera c) del Regolamento di cui al Decreto del Presidente della Repubblica del 26 ottobre 2001, nr. 430, integrato con la lettera C-bis, integrato dall’art. 22 bis della legge nr. 116/2014 di conversione al Decreto Legge nr. 91/2014 dell’11/08/2014).

Inoltre, per l’Amministrazione Finanziaria, la circolazione dei buoni sconto, non costituisce cessione di beni e, pertanto, l’obbligo di fatturazione sorge solo nel momento in cui il titolare del buono riceve il bene (o il servizio), pagando, quindi, il relativo prezzo. Pertanto, nello scontrino o nella fattura, l’IVA sarà applicata all’intero importo versato, soltanto che, nel caso di buono sconto emesso direttamente dal punto vendita, questo sarà immediatamente decurtato dall’imponibile, invece, nel caso in cui l’emittente è un terzo soggetto, questo rappresenterà parte del prezzo pagato. Il venditore, infatti, lo tratterà al fine di ricevere il rimborso del valore facciale dello stesso, da parte del produttore.


LE OPERE DELL’INGEGNO CREATE SU COMMISSIONE: DIRITTO MORALE DELL’AUTORE E CESSIONE DEI DIRITTI PATRIMONIALI AL COMMITTENTE.

Opere dell'ingegno su commissioneCome ricordato dall’art. 2575 del codice civile, le opere dell’ingegno di carattere creativo che appartengono alle scienze, alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all’architettura, al teatro e alla cinematografia, formano oggetto del diritto di autore, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione.

L’autore, quindi, che ne acquista il diritto a titolo originario dalla creazione dell’opera, quale particolare espressione del lavoro intellettuale, ha il diritto esclusivo di pubblicarla e di utilizzarla economicamente in ogni forma e modo, nei limiti e per gli effetti fissati dalla legge.

L’autore, poi, anche dopo la cessione dei diritti di sfruttamento economico, può rivendicare la paternità dell’opera e può opporsi a qualsiasi deformazione, mutilazione o altra modificazione dell’opera stessa, che possa essere di pregiudizio al suo onore o alla sua reputazione.

Il nostro diritto positivo non disciplina, però, le opere dell’ingegno create su commissione e, quindi, si pone il problema di verificare se i diritti di utilizzazione economica si trasferiscano o meno nella loro interezza in capo al committente. Sarà, allora, l’esistenza di un contratto d’opera, che stabilirà la misura e le dimensioni dell’acquisto, con la precisazione che il committente acquista le facoltà patrimoniali rientranti nei limiti dell’oggetto e delle finalità del contratto, mentre l’autore dell’opera resta titolare delle facoltà ricomprese nel diritto patrimoniale diverse da quelle cedute al committente (art. 19 e art. 119, comma 5, L.A.).

Ne consegue che, di volta in volta, andranno verificati quali diritti di utilizzazione siano stati trasferiti e se le parti abbiano inteso pattuire delle limitazioni all’esercizio degli stessi delle opere commissionate. In mancanza di indicazioni espresse sui limiti, sarà necessario ricorrere all’applicazione dei criteri ermeneutici d’interpretazione del contratto per stabilire quale sia il contenuto dei diritti ceduti o concessi, interpretando il contratto stesso secondo buona fede, indagando sulla comune intenzione delle parti e valutando anche il fine perseguito da queste ultime con la stipulazione.


Il diritto morale dell’autore, però, è sempre salvo, nel senso che la cessione dello sfruttamento economico non fa perdere all’autore il diritto d’impedire che altri se ne dichiari autore poiché il diritto alla paternità dell’opera è indipendente da quello di utilizzazione economica. Infatti, il diritto alla menzione spetta solo all’autore, essendo un diritto indisponibile (art. 22 L.A.).


TASSAZIONE AGEVOLATA PER CHI SFRUTTA OPERE DELL’INGEGNO CON IL PATENT BOX 2015.

Category : Diritto Industriale

Patent Box 2015Il nuovo Decreto attuativo patent box 2015, varato dal Ministero dello Sviluppo Economico e quello dell’Economie e delle Finanze, introduce la possibilità di dedurre il 30% nel 2015, il 40% nel 2016 e il 50% nel 2017 sui redditi derivati dall’uso delle opere dell’ ingegno, quali: brevetti, marchi, software protetti da copyright, disegni e modelli, informazioni aziendali ed esperienze tecnico industriali.

I soggetti che hanno diritto allo sfruttamento economico delle opere d’ingegno (Persone fisiche che esercitano imprese commerciali; Società per azioni e in accomandata per azioni, SRL, società cooperative e società di mutua assicurazioni residenti in Italia; Enti pubblici e privati che abbiano come oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali; Società semplici in nome collettivo e in accomandita semplice; Società e gli enti di ogni tipo, con o senza personalità giuridica, non residenti nel territorio dello Stato, purché con tali paesi esteri sia in vigore un accordo che eviti la doppia imposizioni e con i quali lo scambio di informazioni sia effettivo, con stabile organizzazione in Italia alla quale possono essere attribuiti beni immateriali) interessati a fruire della tassazione agevolata, con il patent box, devono, per i primi 2 anni, comunicare la scelta all’Agenzia delle Entrate. A partire dal 3° anno di applicazione del patent box, la scelta verrà comunicata attraverso la dichiarazione dei redditi, mantenendo, poi, obbligatoriamente, l’opzione per 5 anni di imposta, e una volta accettata, questa non potrà essere revocata e né prorogata per un ulteriore periodo.